07 aprile 2006

Weekend a Genova


Siamo stati a Genova con Alessandra, Edoardo, Adele ed Angelo. Per le altre foto, guardate qui. Posted by Picasa

1 Comments:

At 16:22, Edoardo said...

come degna conclusione del tour enogastronomico genovese (la prossima volta giuro mi dedicherò di più alle bellezze storico-artistiche...),vi mando le ricette promesse:

Farinata di Ceci

Per una teglia di 32/34 cm di diametro mettere a bagno in una terrina 150 gr di farina di ceci con 450 gr d'acqua (l'importante è che l'acqua sia sempre il triplo della farina. Quest'ultima può anche raggiungere i 200 gr, se si vuole che la farinata venga più spessa).
Passare attraverso il colabrodo il composto versandolo più di una volta dalla terrina ad un'altra, mescolando lentamente con una frusta in modo da togliere tutti i grumi, ma senza sbatterlo, onde evitare che si formi schiuma.
Aggiungere un cucchiaino da caffè circa di sale e lasciare riposare per almeno 4/5 ore (meglio se 12).Versare il composto nella teglia ben unta d'olio (4/5 cucchiai) e amalgamare il tutto con un cucchiaio, in modo da far affiorare l'olio e uniformare lo spessore, sempre evitando che si formi schiuma.
Mettere in forno a 250° (meglio con il grill) e aspettare che la crosta sia croccante e dorata.

Stoccafisso accomodato

Tritare una manciata di prezzemolo e uno spicchio d'aglio e farli rosolare con mezzo bicchiere d'olio (circa) .Unire un trito di olive verdi, capperi sotto sale ed un' acciuga.
Subito dopo aggiungere 3 etti/mezzo chilo di pomodori tritati ed il pesce.
Versare un bicchiere di vino bianco e, una volta evaporato, qualche oliva, pinoli, sale, pepe, le patate, acqua e lasciar cuocere coperto.

Pesto alla genovese

Qui la delicatezza del tema, oltre all'invocazione dello spirito degli antenati :-), impone alcune premesse. Come potete vedere anche da alcuni link che vi allego (a proposito, non so se sapevate che esiste l'ordine dei cavalieri della Confraternita del Pesto che si occupa della tutela e della valorizzazione del prodotto), il pesto è una salsa che nasce dall’amalgama di 4 ingredienti tradizionali, basilico DOP di Genova-Prà (il vero segreto…), pecorino sardo stagionato, olio extravergine di oliva ligure e aglio, + alcuni ingredienti che da tempo si sono affiancati ai principali, pinoli e parmiggiano reggiano in primis. In quanto tale, la “giusta” proporzione degli ingredienti non esiste e viene piuttosto lasciata al gusto di ognuno. E’ per questo che, ad esempio, la suddetta confraternita, pur preoccupandosi della genuinità degli ingredienti utilizzati, non ne codifica in alcun modo la ricetta. Il discorso riguarda soprattutto l’utilizzo del pecorino e del parmiggiano. A grandi linee, direi che si può scegliere o una proporzione di 2/3 a 1/3, a favore, rispettivamente, del pecorino, se si vuole un pesto dal gusto più forte e deciso, o del parmiggiano, se se ne preferisce uno dal gusto più delicato ed aromatico, oppure una proporzione 50 a 50.
Ovviamente i puristi sostengono che il pesto è una salsa fredda che va fatta con il mortaio, ed hanno ottime ragioni dalla loro, ma si può anche usare il frullino (che gli antenati mi perdonino!!) purchè si abbia l’accortezza di tritare a piccoli colpi di pochi secondi l’uno per evitare di surriscaldare troppo il tutto.

Infine, ecco la ricetta della mamma:

Lavare ed asciugare 2 mazzi di basilico di Prà (a Genova il basilico è venduto a mazzi per il pesto. Appena posso vi convertirò la misura in peso…).
In un frullino tritare uno spicchio d'aglio ed una manciata di pinoli (30 gr circa).Aggiungere il basilico, tritarlo per pochi secondi. Poi formaggio (1h circa suddiviso in 2/3 di pecorino sardo e e 1/3 di parmiggiano) e olio.

p.s.: soprattutto se diminuite la quantità di pecorino potrebbe essere necessario regolare di sale. La regola è semplice:assaggiate...

Links

http://www.confraternitadelpesto.org/index.html
http://www.pestogenovese.com/
http://www.pesto.net/index.php
http://www.mangiareinliguria.it/consorziopestogenovese/index.php

 

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